Ortopedia sanitaria

OSTEOPOROSI

Come noi donne sappiamo bene, con l’avanzare dell’età l’osteoporosi è dietro l’angolo. Non che sia una patologia prettamente femminile, ma per cause di natura ormonale le donne sono senz’altro le più colpite da questa patologia. In questa piccola guida vogliamo aiutarvi a fare attenzione ai sintomi rivelatori, vi spiaghiamo come valutare il vostro rischio di sviluppo della patologia e quali le terapie più efficaci. Uno stile di vita corretto aiuterà inoltre a mantenere la stabilità ossea.

Ma Cos’è l’osteoporosi (osteoatrofia) e come si sviluppa?

Le ossa sono l’impalcatura che sostiene tutto il nostro corpo e si rinnova in continuazione, come tutti gli altri tessuti del corpo, però con l’avanzare dell’età il rinnovamento rallenta e inizia a perdere più cellule di quante ne crei, le ossa così diventano porose e perdono elasticità. Quando la densità ossea diminuisce in modo eccessivo, nella maggior parte dei casi si tratta di osteoporosi che, se trascurata, può portare a fratture dolorose e limitazioni importanti nella vita di tutti i giorni.

Ma quando si può parlare di vera osteoporosi? Il valore a cui fare riferimento è quello relativo alla densità ossea che si misura attraverso delle speciali radiografie, possiamo parlare di osteoporosi quando il valore T mostra una deviazione standard di almeno 2,5 rispetto a un soggetto sano. Se il valore T è superiore a -1 la densità ossea è nell’intervallo di normalità. Tra -1 e -2,5 si tratta di uno stadio preliminare dell’osteoporosi.

Sintomi dell’osteoporosi

Purtroppo riconoscere l’Osteoporosi non è affatto facile, la patologia osteoporotica è così ingannevole proprio perché nei primissimi stadi non causa alcun tipo di dolore o mostra sintomi esterni. Nello stadio precoce della patologia i pazienti possono avvertire una sensazione di debolezza alla schiena, ma i dolori vengono liquidati come “conseguenti all’età”. Purtroppo questa leggerezza ha spesso gravi conseguenze, la patologia viene riconosciuta quando è ormai troppo tardi.

Nella maggior parte dei casi viene si arriva a fare diagnosi quando i sintomi sono allo stadio di dolore persistente o addirittura quando si arriva alle fratture ossee. Ma una volta che si arriva a questo stadio oramai è difficile curare la patologia. Le persone possono risultare permanentemente limitate nella mobilità, a causa di un recupero lento e difficoltoso, con effetto negativo sulla qualità di vita.

Con una diagnosi ed un trattamento tempestivi invece, diventano possibile contrastare la degenerazione ossea collegata all’osteoporosi. Per questo motivo uno degli accertamenti fortemente consigliati a partire dai 50 anni è la misurazione della densità ossea.

Ma dove colpisce prevalentemente l’Osteoporosi?

Fino a qui abbiamo parlato di schiena, ma l’osteoporosi non colpisce esclusivamente la schiena, bensì l’intero Scheletro. Nel suo stadio avanzato spesso si verificano fratture vertebrali, del femore, dei polsi e dell’articolazione del polso e quelle più temibili, alle anche.

Le conseguenze dell’osteoporosi

In conseguenza dell’osteoporosi le ossa diventano porose e fragili, anche i movimenti più semplici e quotidiani, come uno starnuto più frte del solito o il sollevamento di un peso possono provocare fratture. In caso di fratture dei corpi vertebrali, alcune delle conseguenze possono essere la riduzione della statura corporea e lo sviluppo di cifosi.
Inoltre dalla prima frattura aumenta in modo esponenziale il rischio di ulteriori fratture . Un’altro degli aspetti da tenere ben presenti è quello psicologico, dopo la prima frattura per paura di fratture ulteriori si cerca di evitare i movimenti che si considerano rischiosi arrivando, nei casi più gravi, all’isolamento quasi completo. Come una reazione a catena si instaurerà una condizione di atrofia muscolare che aumenterà ulteriormente il rischio di nuove fratture ossee. Fratture che, oltre a essere molto dolorose in certi casi possono avere effetti indesiderati anche sugli apparati interni.

In quali casi è necessario sottoporsi ad un’operazione?

L’approccio terapeutico più utilizzato nella cura dell’osteoporosi è quello conservativo, con l’utilizzo di farmaci, fisioterapia e tutori stabilizzanti. Sono rari i casi in cui si rende necessario un intervento. Gli interventi su pazienti osteoporotici vengono eseguite nei casi di gravi fratture che necessitano di una riduzione o trattamento operatorio per non costringere i pazienti a lunghi periodi di immobilità, come per esempio nella frattura del femore. In questo caso l’allettamento comporterebbe rischi di trombosi, piaghe da decubito e lunghi periodi di riabilitazione post guarigione.

Inoltre è necessario che il paziente goda di un buono stato di salute visto che gli interventi in condizione di osteoporosi sono spesso lunghi e impegnativi.

Come possiamo prevenire l’osteoporosi?

Per contrastare le gravi complicazioni che l’osteoporosi comporta è importantissimo svolgere una importante prevenzione a contrasto, adottando un sano stile di vita che comporti lunghi periodi alla luce del sole e una attività fisica moderata ma costante, utilissimi gli integratori di vitamina D e una dieta ricca di calcio.

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