Blog, Ortopedia sanitaria

Il Busto

Mal di schiene e lombalgia

Con il nostro tecnico ortopedico Antonio Gaiani cominciamo da questa puntata a trattare il complesso e vasto mondo dei tutori ortopedici, partendo da quello più diffuso in assoluto e che contempla il maggior numero di versioni sul mercato, partendo da quello standard, passando al personalizzato e arrivando al totalmente su misura. Cioè il busto.

Intanto cosa si intende per busto?

Comunemente si usa chiamare busto una vasta gamma di articoli, dalla più banale guainetta di solito chiamata bustino, alle fasce lombari elasticizzate più o meno alte fino ai veri e propri busti ortopedici dalle innumerevoli varianti e caratteristiche. Dai busti in tela armata, a quelli con spallacci, quelli semirigidi e rigidi. Si capisce quindi come in realtà il panorama sia complesso. Senza tenere conto che ne esiste un’altra categoria comunemente denominata corsetto e che viene di solito usato nel trattamento della scoliosi dell’età evolutiva.

In quali materiali sono di solito costruiti?

Alcuni sono in tessuto, altri in metallo e materiale plastico, alcuni hanno stecche per aumentarne la rigidità ed altri sono modellati con degli inserti a fasce elastiche. Quel che li accomuna però è la funzione, cioè lo scopo di aiutare a sostenere e migliorare le errate posture della colonna vertebrale per alleviare gli stati di dolore. È davvero

così diffuso l’utilizzo di questo tutore?

Purtroppo sì, basti pensare che almeno l’80% della popolazione adulta ha avuto almeno un attacco di lombalgia nella vita. Che la lombalgia è una delle patologie mediche per cui i medici di famiglia sono maggiormente interpellati e una delle principali cause di invalidità. Migliaia di interruzioni lavorative in un anno sono dovute a questo problema, un problema causato essenzialmente dalla cattiva postura, dagli stress posturali o da una conformazione della colonna non ottimale. Lo stesso stile di vita che oramai ci accomuna un po’ tutti, composto da lavoro sedentario, abbinato a una dieta spesso ipercalorica e alla poca attività fisica, contribuisce non poco nell’aumentare l’incidenza di questa patologia. Vorrei sottolineare in maniera chiara he il trattamento della lombalgia ma anche di un qualsiasi altro tipo di “mal di schiena” non si esaurisce con l’utilizzo del busto ma passa attraverso una sinergia di fattori, dalla corretta diagnosi medica, a una adeguata terapia farmacologica, degli interventi fisioterapici e in alcuni casi, fortunatamente rari, anche chirurgici.

È davvero utile nella cura delle lombalgie e più genericamente nella cura del mal di schiena?

Assolutamente, basti pensare che riducendo il carico si ottiene un immediato sollievo dal dolore, che pur non sparendo si può alleviare di molto e potrebbe permettere anche una riduzione della terapia farmacologica, di conseguenza avremo anche un più rapido recupero funzionale e un ritorno più rapido alle attività di tutti i giorni. Si sente dire in giro che i busti possano fare male e debilitare la muscolatura, è vero? Da un certo punto di vista sì. Solitamente quelli definiti rigidi, solitamente usati nel trattamento delle fratture vertebrali, poiché bloccano la colonna per permettere la riparazione osseo/strutturale, hanno come controindicazione l’ipotonia muscolare. Ovviamente in questo caso la necessità è tale da giustificare la cosa, sarà poi cura del medico curante avviare dei trattamenti fisioterapici adeguati alla situazione.

Come scegliere il prodotto più adatto alle esigenze specifiche che si presentano di volta in volta?

In questo caso, come in molti altri, la scelta non può essere delegata, il busto più adatto alla soluzione del nostro problema deve essere prescritto dal medico dopo una accurata visita specialistica. Il fai da te in questi casi può essere davvero dannoso. Ovviamente se non siamo in presenza di grosse patologie ma di piccole difficoltà quotidiane il tecnico ortopedico può consigliare alcuni dispositivi e bustini coadiuvanti della vita quotidiana, come per persone che stanno molte ore in piedi o sedute.

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