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supporti antidecubito

Parliamo oggi con il nostro tecnico ortopedico Antonio Gaiani dei supporti antidecubito, un argomento che interessa tutte le persone che, per svariati motivi, si trovino a dover passare un lungo periodo in immobilità.

supporti antidecubitoCi chiedevamo quindi, innanzitutto, cosa fosse una piaga da decubito?

Le lesioni da decubito sono aree localizzate di cute danneggiata per effetto della pressione, dello sfregamento e della mancanza di aerazione della zona in cui la lesione si forma. Esistono diversi gradi di lesione e diversi sono i modi in cui andranno trattati ovviamente, una lesione da decubito parte con un semplice arrossamento della cute ma evolve rapidamente in situazioni ben più gravi, fondamentale dunque il tempismo nell’inizio della cura e il supporto sul quale il paziente dovrà poggiare per la massima parte del tempo.

Come si sceglie il miglior supporto antidecubito per le nostre esigenze?

Le lesioni si categorizzano in 4 stadi, in base alla valutazione fatta da personale qualificato al livello verrà scelto il supporto più adatto che potrà essere un materasso se il paziente è allettato o un cuscino se il paziente è seduto o in carrozzina.

Parliamo allora dei materassi?

I materassi si possono suddividere in due grosse categorie, quella passiva e quella attiva. I pazienti che necessitano di un materasso antidecubito attivo sono quelli con le supporti antidecubitolesioni in stadio più avanzato, i materassi in questo caso sono ad aria, motorizzati e funzionano tramite un piccolo computer che, a seconda della posizione tenuta dal paziente, provvederà a gonfiare e sgonfiare alternativamente le varie zone in cui è suddiviso il materasso, in modo da distribuire su tutta la superficie del corpo la pressione. Inoltre il progressivo gonfiarsi e sgonfiarsi effettua anche un leggero micromassaggio capillare che favorisce la circolazione sanguigna aiutando a diminuire la pressione sul tessuto cutaneo lesionato. Diversamente, con lesioni lievi o in regime di prevenzione delle stesse, ci si potrà affidare a un sistema passivo di tipo statico che basa il proprio buon funzionamento sull’aumento della superficie di appoggio. Infatti maggiore sarà la superficie di appoggio e minore sarà la pressione che viene esercitata su una zona specifica della cute. Per ottenere questo risultato si utilizzano materiali espansi con caratteristiche “viscoelastiche” adeguate, in modo da poter utilizzare la risposta reattiva insita al materiale stesso.

supporti antidecubitoE invece per i cuscini da seduta?

Se in posizione distesa le forze che agiscono sul corpo del paziente possono essere distribuite su una vasta zona d’appoggio, così non è in posizione seduta. Qui i punti d’appoggio sono ridotti e le forze che agiscono si concentrano in poco spazio. Fortunatamente esistono molte tipologie di cuscino volte ad aiutare il paziente nella soluzione della problematica. Alcuni presentano delle zone diversificate gonfiate ad aria a microinterscambio, funzionano un po’ come i materassi di cui abbiamo parlato sopra ma in modo meccanico e senza motori ausiliari. Esistono poi cuscini anche in schiume poliuretaniche e in gel fluidi automodellanti. Tutti questi prodotti vengono realizzati in molteplici misure e altezze per meglio adattarsi alle varie esigenze dell’individuo. Ovviamente sia i materassi che i cuscini sono dispositivi medici di classe 1 e come tali andranno prescritti dal medico. La prescrizione medica unita all’esperienza nel settore del Tecnico Ortopedico aiuteranno nell’effettuare la migliore scelta per l’utilizzatore.

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